Questo è il secondo articolo che riguarda il corso VeeamONE Essentials che troverete sul sito Veeam University. Ho già scritto delle prime impressioni nel mio articolo precedente Nuovo Training Veeam One.
Veeam ONE è uno strumento centralizzato utile per il monitoraggio, la risoluzione dei problemi di performance e la pianificazione delle risorse al fine di fornire una chiara visibilità sullo stato di salute e sulle prestazioni dell'infrastruttura IT.
Monitora costantemente l'ambiente e organizza i dati raccolti in dashboard, widget, report per le decisioni aziendali e per il rispetto delle policy di governance e compliance. Attualmente supporta il monitoraggio di tecnologie quali vSphere, Hyper-V, VMware Cloud Director e workload SaaS, oltre chiaramente agli ambienti Veeam B&R.

I primi quattro moduli del corso partono subito con un approccio pratico, senza perdersi in teorie e concetti astratti.
Si parte direttamente dall'installazione e dalla configurazione del prodotto.
Vengono indicate tutte le risorse necessarie per effettuare la prima installazione, che sia essa distribuita o all-in-one (per piccoli ambienti), come considerare il sizing dei server necessari per i vari ruoli e del database. C’è un’apposita lezione relativa ai permessi e alla connettività.
Si passa poi alla configurazione degli ambienti monitorabili all’interno di Veeam ONE. Configurazioni che sembrerebbero di futile utilità quali il settaggio dei colori, dei diagrammi e delle criticità possono invece essere di grandissima utilità per coloro i quali devono monitorare tutto quanto è configurato.
Una menzione particolare è per la funzionalità chiamata Veeam Intelligent Diagnostic che permette di "rilevare proattivamente le anomalie e ridurre i tempi di inattività attraverso allarmi e diagnostica più intelligenti".
Oggi, quando un backup job fallisce, dobbiamo controllare manualmente i log per trovare l'errore; questa funzione fa il lavoro sporco al posto nostro. Analizza i log del VBR server, li confronta con le signature dei problemi noti e se trova una criticità latente, genera un allarme preventivo indicandovi esattamente l'articolo della Knowledge Base per risolverla.

Il modulo 3 tocca un punto dolente per chiunque gestisca sistemi complicati: la gestione degli allarmi. Il corso insegna a raggruppare gli alert in modo logico. È fondamentale applicare questi criteri per ridurre il rumore di fondo e evitare di intasare le caselle di posta del team IT con notifiche superflue.

Il modulo 4 invece si concentra sulla Business View.
Spesso la usiamo poco, ma è utilissima. Il training mostra come importare le categorie da un semplice file CSV e mapparle usando i tag di vSphere.
Il risultato finale è una classificazione automatica delle risorse senza dover scrivere script. Avere infrastrutture con policy di tagging rigorose, permette di far risparmiare un sacco di lavoro manuale.

E’ tutto per oggi.
